Progettazione grafica: alcuni miti da sfatare

Progettazione grafica

Progettazione grafica:

come sfatare alcuni piccoli miti.
Progettazione grafica - Claudio Troisi Logo & Identity Designer

Nel corso della propria carriera professionale, ogni grafico ha cercato di sfatare i diversi miti che circondano il mondo della progettazione grafica.

Mentre alcuni miti sono divertenti e particolarmente innocui, altri sono fastidiosi e non aiutano il cliente a comprendere cosa sia realmente il graphic design e chi siano i progettisti grafici.

La progettazione grafica è facile.

Tra le più grandi affermazioni errate riguardo la progettazione grafica, forse la più inverosimile è che sia facile la professione del graphic designer.

Il semplice fatto che i progettisti grafici passino una buona parte del loro tempo davanti al computer, le persone pensano che la progettazione grafica sia banale e poco stressante.

Il graphic design, come ogni altro lavoro, che richiede passione,  dedizione, esperienza e studio.

La progettazione grafica rende ricchi.

Per quanto sarebbe bello e sensazionale guadagnare tanto e rapidamente. Purtroppo chi lavora nel campo della progettazione grafica non diventa facilmente ricco.

Se consideriamo che un freelance è un libero professionista, in primis deve faticare per ottenere il pagamento delle fatture, come tutti deve pagare le tasse, il commercialista, le bollette, le spese mediche, non avendo ferie pagate, giorni di malattia retribuiti o tantomeno tredici o quattordici mensilità, non è azzardato affermare che realmente nelle tasche di un grafico freelance entra il 40% del denaro che percepisce.

I graphic designer leggono la mente dei clienti.

Avere l’abilità di leggere la mente dei propri clienti sarebbe una grande cosa, è un grand peccato che tale capacità non esista.

Come progettisti grafici ascoltiamo con piacere i desideri e le aspettative dei nostri clienti ma spesso capitano persone che hanno idee completamente vaghe e confuse.

Il processo creativo sarebbe molto più semplice e meno tortuoso se venissero forniti obiettivi chiari e precisi.

Ah, un grafico non è un informatico, non si occupa di riparare stampanti.

Il cliente ha sempre ragione.

Sfortunatamente molti clienti ritengono di avere il totale controllo sul progetto grafico credendo che il designer sia pagato per realizzare ogni loro richiesta.

Il processo di progettazione è un percorso di confronto e di crescita, con lo scopo di creare elaborati che funzionano.

Ogni grafico utilizza la propria professionalità per creare valore al progetto su cui lavora, mettendo in pratica ciò che ha studiato e appreso nel corso degli anni, con il solo scopo di creare un buono design efficace.

Creare un progetto scadente o visivamente discutibile solo perché si riceve un compenso è professionalmente ed eticamente sbagliato.

Lo studio termina con il "pezzo di carta".

Studio progettista grafico

Molti clienti credono che una volta che ottenuto il “pezzo di carta”, un grafico non abbia più bisogno di studiare.

La verità è che bisogna sempre studiare, aggiornarsi, frequentare seminari, workshop e corsi per implementare e rinnovare le proprie conoscenze per essere al passo con l'evoluzione del mercato e delle tecnologie, con lo scopo di creare sempre progetti di valore.

Modificare un lavoro grafico è facile e veloce.

Senza dubbio con l’aiuto del computer un progettista può eseguire lavori più velocemente e con maggiore efficienza, ma pensare che un designer possa correggere un progetto in 5 minuti è un grandissimo errore.

Come si dice, Roma non è stata costruita in un giorno, perciò nessun buon design potrà essere creato con il lavoro affrettato.

I designer, prima di iniziare a lavorare su qualsiasi progetto grafico, si documentano, analizzano i competitor, valutano il target di riferimento, studiando attentamente le possibili soluzioni.

Mentre lavorano aa un progetto e pensano alla soluzione più efficace da utilizzare, si relazionano con altri clienti che hanno le stesse "pretese", elaborano preventivi e, non da meno, investono sul loro personal branding.

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Branding.

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Ogni progetto si crea sempre prima al computer.

Molti neofiti o amatori della progettazione grafica, tanto quanto diversi clienti, sottovalutano l’importanza di creare degli schizzi su carta.

Quello che viene ignorato, è che le più grandi idee di design sono iniziate con una bozza a matita sviluppata su un foglio di carta.

Ognuno può essere una grafico.

Questo è forse l'errore più grande. La progettazione grafica non è un gioco, il semplice fatto di saper usare Photoshop non rende in automatico una persona un grafico.

Essere un progettista grafico è una professione che richiede anni di studio, passione e dedizione.

Bisogna essere costantementie aggiornati sugli ultimi trends e sulle nuove tecnologie. Si deve studiare e fare ricerche prima di presentare una proposta al cliente.

Inoltre, bisogno essere persone socievoli, capaci di trattare con persone di ogni ambito della vita. Senza dimenticare che bisogna avere la capacità di gestire le proprie finanze.

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Autore

Claudio Troisi

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Designer, freelance dal 2012. Rugbista semiserio, amante della buona cucina e della birra artigianale. Nel lavoro, come nel rugby, vado sempre avanti, dritto verso la meta. Credo fortemente che la vita vada presa con un sorriso e ogni tanto con qualche spallata. Vivo e lavoro a Roma benché le opportunità mi portano in giro per l'Italia.